domenica 8 marzo 2015

Punto di vista su "Assenza centrale"



In una Napoli notoriamente soggetta ad un disordine culturalmente congenito, si dipana la storia raccontata da Vito Ferrone.

Il commissario Lombino alle prese con un ordine pubblico sempre provvido di problematiche che oscillano tra l'umano e la necessità repressiva, scopre ogni giorno la disarmante verità di avvenimenti che necessitano di una rivoluzione culturale, prima che ideologica.

Ed è all'interno di questo caos sociale che si mescolano, come in un unico impasto, le vicende dei personaggi del racconto, rei di una vita altrettanto disordinata, in cui precipita la gestione di rapporti interpersonali e di coppia, mal gestiti, e in cui la reazione passionale e talvolta violenta, si pone come unica risposta possibile.

La conclusione della storia non è convenzionale, ma lascia la porta aperta alla riflessione e all'analisi delle vicende dell'umano agire.
                                                                                                                      
  Sociologo
                                                                                                                 
  Aldo Noviello

domenica 1 febbraio 2015

I lettori commentano "Assenza centrale"



Il commissario Lombino, promosso vicequestore e sposato con la splendida dottoressa Scarfoglio, ritorna ai suoi lettori con un intricato caso da risolvere. C’è una donna brutalmente assassinata, e non è una donna qualsiasi, e c’è un geniale scienziato sulla cui misteriosa scomparsa Lombino non smette di interrogarsi. Torna Napoli con il suo fascino e le sue contraddizioni, tornano alcuni personaggi dei romanzi precedenti con i quali il lettore sente crearsi un clima di familiarità, anche grazie alla maestria con cui vengono descritti. L’attenzione è catturata fin dalle prime pagine, difficile staccarsene perché il corso dei pensieri del commissario ti prende, ti coinvolge, diventa tuo. Una vicenda torbida e un tormentato percorso personale si intersecano continuamente in un romanzo elegante e originale che incuriosisce, talvolta diverte, stupisce, fa riflettere. 
Ros

sabato 17 gennaio 2015

Il commento dei lettori



Recensione di Federica Penta


In “Assenza Centrale”, l’ultimo racconto di Vito Rosario Ferrone, l’autore ci inserisce immediatamente nella vicenda. Fa da sfondo una Napoli vivace, problematica ed unica descritta in maniera disincantata; grazie all’osservazione di un narratore libero ed allo stesso modo innamorato della propria città, che mostra di conoscere profondamente nelle sue innumerevoli contraddizioni che la caratterizzano. I personaggi che si  intersecano in questa scorrevole narrazione incarnano caratteristiche tipiche della napolitanità  che li rendono unici, originali.
Le donne assumono un ruolo centrale nella vicenda narrata da Lombino: innanzitutto la cara tata  Carmela, profondamente napoletana, dal cuore generoso e dalla intelligenza intuitiva; la vittima Rebecca, ricercata e affascinante, espressione di femminilità e gusto, ma lontana, troppo; Margherita, donna autonoma e brillante, l’amata assente, la vera musa ispiratrice delle indagine del vice-questore Lombino; Elisa, donna intrigante, che cela una verità nascosta. Gli uomini vivono molto spesso di luce riflessa, affascinati dalla personalità di tali donne, finiscono per assecondarne le volontà: Ciro,  manovale serio che accetta di essere malmenato e investigato dalla sua amata pur di dimostrare le sue buone intenzioni; il dott.re Cimmino, zelante e prediletto dal questore, ma espressione di quella diplomazia e finezza giuridica, troppo lontana dal sentire del protagonista; il commissario Peppe di Lorenzo, prima compagno di vita e poi amico del vice-questore, che conosce profondamente e con cui condivide l’indagine; l’architetto Strazzullo, personaggio ambiguo e raffinato. In più il protagonista Lombino, con il suo humor mai inopportuno che affonda le proprie radici nella cultura partenopea, vivace e intelligente. Nelle indagini Lombino percepisce,  comprende ma non esprime mai giudizi; preferisce non prendersi il merito delle sue scoperte, come il “il grande inquisitore”, il  fisico Majorana, suo modello di professionalità ed umanità.
Tale mescolanza tra razionalità ed intuizione disvela una realtà disordinata ma mai monotona quella di una città che non ha eguali.

domenica 11 gennaio 2015

Assenza centrale

Pubblicato il quarto libro di Vito R. Ferrone
Assenza centrale
Lombino alle prese con Majorana


Il commissario Arcangelo Lombino, promosso vicequestore con delega all’ordine pubblico, è alle prese con un omicidio. Al Vomero, in un appartamento che ha tutto l’aspetto di un elegante pied-a-terre, è stata brutalmente assassinata una donna. Che Lombino ha amato. Molto. E mai completamente dimenticato. In una Napoli che non smette di ammaliare e di irritare, fra blocchi stradali e cortei non autorizzati, fra i ricordi di un amore sofferto e i desideri e le paure di una tata impareggiabile, tra le vicissitudini angosciose di uno scienziato semplicemente geniale, fra pulsioni irrisolvibili e affetti consolidati, ancora una volta Lombino sarà costretto a fare i conti con ciò che è ineludibile. Per capire. La terribile grandezza e l’accattivante miseria di ciò che altri hanno definito il “fattore umano”.

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